Il mio diario: pensieri, osservazioni, racconti e leggende sul dogo argentino

8-1-2007 Il Dogo Argentino III >> >>
29-12-2006 Il Dogo Argentino II >> >>
18-12-2006 Il Dogo Argentino >> >>
8-12-2006 Parlando di “etica” >> >>

 

PENSIERI DI UNA SERA D'AGOSTO

 

 

 

Sotto il sole, qui da me, fa veramente caldo. E poi ci sono le mosche, le zanzare, le zecche, le vespe. È dura, in agosto, vivere l’allevamento, tanto per chi vi  lavora quanto, e  soprattutto, per i cani. I più giovani e forti sembrano non risentirne troppo, dell’inclemenza del tempo, ma gli anziani e i vecchi fanno fatica. Quelli che hanno maggiori difficoltà li faccio dormire nel seminterrato, al fresco. C’è anche chi non riuscirà a passare l’estate. Già lo so e cerco di rendergli dolci gli ultimi giorni. Una vecchia cagna, già operata per un carcinoma alle mammelle mesi fa, sta affrontando l’ultima salita. Il male si è riformato e la sta consumando. È pelle e ossa, ma le inietto un po’ di cortisone, a giorni alterni, e allora si riprende, le torna l’appetito e andiamo a fare due passi, per tenere un po’ in esercizio la muscolatura ed evitare che non si regga più sulle zampe posteriori. Mi chiedo se non sia il caso di aiutarla ad andarsene, ma poi la guardo negli occhi, la vedo scodinzolare, cercare una carezza e allora capisco che la sua ora non è ancora arrivata. E così sono già passate diverse settimane, e lei è sempre qui, apparentemente senza sofferenza e in piena coscienza, desiderosa di ricevere una carezza e le parole d’incoraggiamento, quando a fatica sale i pochi gradini che dal seminterrato la portano sul prato, davanti a casa. La osservo, le sono vicino, e lei è felice. Non la farò soffrire, questo no.

Altri vecchietti, invece, hanno ancora della strada davanti a loro. È incredibile come i cani, passando gli anni, diventino intelligenti, intuitivi al massimo. Arriva il momento in cui non è neppure necessario parlare. Basta uno sguardo, un movimento e loro già hanno capito. Forse perché sono gesti semplici, ripetitivi e conoscono a memoria una vita che si è snodata ogni giorno simile ad un altro. Fatto sta che sempre, ogni giorno, ci stupiscono con un’azione nuova, inaspettata, che li rende sempre più affascinanti ai nostri occhi, anche se sono stati trasformati dagli anni e dagli acciacchi. Brutta bestia, la vecchiaia, ma è proprio quando le forze e i sensi perdono la loro pienezza che affiorano le qualità più importanti, quelle che fanno la differenza tra uno del mucchio e il purosangue. Ne ho qui di purosangue e così come intuisco quando c’è la stoffa nel cucciolo che inizia a misurarsi con la vita, allo stesso modo posso ammirare i segni distintivi della classe nell’anziano che alla vita sta per dire addio. Ho qui un manipolo di eroi che ogni anno, ripetitivamente,  si fanno una campagna di Russia e un’altra d’Africa. Come gli alpini del Battaglione Vestone, o i combattenti della Folgore, vanno avanti, con coraggio, rispondendo all’appello. Questi sono dogos scelti, che hanno alle spalle generazioni di cani validi, cani da lavoro e non marionette da show. Soprattutto hanno alle spalle gente che li ha apprezzati e selezionati sempre per quello che erano capaci di fare e non per l’apparenza. Essere, e non apparire.

Oggi, invece, pare che apparire sia più importante che essere. E così vediamo in tutti i pedigree cani che hanno avuto un momento di successo negli show, ma che non hanno mai dimostrato nulla nel lavoro. Questi cani, incrociati in consanguineità, hanno portato problematiche gravissime alla razza, come la sordità, le cardiopatie, l’epilessia, la displasia, le dermatiti croniche e severe, tanto per menzionare alcune tra le patologie più diffuse. E, questo, lo dobbiamo ai commercianti di cani e a tutti coloro che avendo un maschio o una femmina li fanno procreare indiscriminatamente. Troppa gente venale c’è in giro e pochi sono coloro che con rassegnazione accettano di perdere denaro pur di alimentare una passione. I più vogliono speculare sui cani, oppure credono stupidamente che la procreazione sia un atto dovuto. Niente di più errato: solo i soggetti che hanno certe caratteristiche dovrebbero essere utilizzati in riproduzione. Gli altri, semplicemente, devono essere considerati come animali da compagnia. Anche così, credetemi, ce n’è che basta e avanza. Un’altra cosa: nel nostro paese, anzi direi nel mondo intero,  per realizzare qualunque attività commerciale ci vogliono un sacco di permessi e di autorizzazioni. Per allevare, invece, non serve niente. Basta avere una maschio e una femmina e la cosa è fatta. Mi domando: perché io, che pago le tasse su ogni cucciolo venduto, che mantengo cinquanta cani utilizzandone per la riproduzione non più di una decina (questo perché non pratico l’eutanasia ai soggetti che non mi servono più), che vengo selezionando con criteri sportivi i miei dogos da quarant’anni a questa parte, che dedico all’attività di selezionatore la mia vita; perché io, ripeto, devo essere equiparato a qualunque inesperto e velleitario  evasore totale che si autodefinisce allevatore?

Questa è un’incongruenza e grazie a questa incongruenza e alla poca qualità umana che gravita intorno al mondo dei cani, e non mi riferisco tanto agli allevatori quanto ai troppi cretini che si definiscono “appassionati”, io sto trasferendo il mio allevamento, per andare in un posto dove darò i cani solamente ai cacciatori. E non a tutti i cacciatori, ma solo a quelli abbiano la vera cultura della caccia, che è passione, senso sano della sportività, del piacere di stare insieme, del viver la natura. E che  non siano degli zotici, di  quelli che fanno vivere i loro cani in un metro quadrato di recinto e che gli sparano se non sono esattamente come vorrebbero che fossero. Quelli che praticano la caccia solo per uccidere quintalate di cinghiale, fregandosene del fascino della cerca, dell’osservazione, dello studio del lavoro dei cani,  della natura che li circonda. Quelli  che non sanno come il bello della caccia, in un’epoca in cui non si va  a caccia per sopravvivere , consiste nell’integrarsi all’ecosistema, per mantenere quell’equilibrio biologico che oggi più che mai è necessario per conservare intatto l’habitat dei nostri boschi.

A presto.

Paolo vianini

CONSIDERACIONES EN UNA TARDE DE AOGOSTO

 

 

 

 

 

 

Bajo el sol, aquì, de veras hace calor. Tambien abundan tàvanos, moscas, mosquitos, abispas y garrapatas. Està pesada la vida, en el criadero. Pesada para quienes trabajan aquì, pero màs pesada aùn lo es para los perros. Los que son jòvenes y fuertes parecen no sufrir la inclemencia del tiempo, pero los màs viejos sì sufren y parecen consumirse dìa tràs dìa un poco. Aquellos que màs problemas tienen son transladados abajo, en el sòtano, adonde el aire es fresco. Algunos, sin embargo, no pasaràn el verano. Lo sé y trato de hacerles lo màs dulce posible estos ùltimos dìas de vida. Tengo una hembra, que ya fué operada hace unos meses por un carcinoma de mamas, que ha entrado en la recta final. Està carcomida por el mal, que ha vuelto a presentarse. Le estoy inyectando cortisona, a dìas alternos, y esto le devuelve las ganas de comer y de vivir, asì que vamos a pasear un poco, para que sus mùsculos no se atrofien totalmente y las patas no dejen de funcionar. A veces me pregunto si no serìa mejor ayudarla para que se vaya, pero su mirada, su forma de mover la cola cuando le hablo, su buscar una caricia, me impiden de hacer algo que quizàs serìa la soluciòn màs lògica. Sin embargo ya pasaron varias semanas y todavìa està aquì y eso me llena de alegrìa.

 

 

 

Otros viejitos, en cambio, todavìa tienen un poco de camino para recorrer. Es increìble observar como los años puedan acrecentar las capacidades intelectivas y la sensibilidad de los perros. Llega el momento en que ni hace falta  hablar. Un gesto, una mirada y ellos ya entendieron todo. Quizàs serà porque su vida es simple, llena de sucesos que se repiten iguales, dìa tràs dìa. Serà como serà, pero de hecho llegan a asombrararnos a cada dìa, con una acciòn nueva, con algo sùtil que demuestra como el perro no sea tan solo nuestro compañero fiel, sino que tambien tiene una inteligencia que va màs allà del instincto. Y asì, no obstante el pasar del tiempo, a pesar de la inevitable caìda del estado fìsico, nos parecen, nuestros viejos perros, cada dìa màs hermosos.

 

 

 

Mal bicho, la vejez, pero es cuando las fuerzas y los sentidos pierden de vigor que afloran las calidades  esenciales, aquellas que marcan la diferencia entre quienes estàn en el montòn y los purasangre. Tengo muchos aquì, que son purasangre y asì como puedo observar en el cachorro que se asoma a la vida las acciones que  indican que sì, hay “pasta”, de la misma manera llego a reconocer la calidad en el anciano que a la vida està por decirle adiòs. Tengo aquì un manìpulo de héroes que todos los años, repetidamente, enfrentan a una campaña de Rusia y a otra de Africa. Como los alpinos del Batallòn Vestone, o los combatientes de la Divisiòn Folgore, siempre van hacia adelante y cuando se los llama contestan “presente”!

 

 

 

Estos son dogos seleccionados, que tienen en sus ancestros generaciones de perros que han sido testeados en el trabajo y no usados como tìteres en los shows de belleza. Especialmente han sido apreciados por gente que valorò a sus azañas en el deporte y no su apariencia fìsica. Ser, y no aparecer.....

 

 

 

Hoy, en cambio, tengo la impresiòn de que aparecer es màs importante que ser. Y es por eso que vemos, en todos los pedigrees, a perros que han tenido su buen momento en las exposiciones, pero que nunca trabajaron en su vida. Estos perros, cruzados en consanguineidad un sin fin de veces, han sido muchas veces responsables de los graves problemas que aflijen a la raza hoy en dìas, como ser la sordera, las cardiopatìas, la epilepsia, la displasia y las dermatitis crònicas y severas, solo para nombrar las patologìas màs comunes. Y esto lo debemos a los comerciantes y a todos aquellos que, teniendo tan solo un macho o una hembra, los hacen procrear sin conocer el patrimonio genético de los animales. Demasiada gente venal anda girando por allì, y pocos son aquellos que gustosos aceptan de perder dinero a cambio de una pasiòn verdadera. Demasiados son aquellos que quieren especular sobre sus perros, o que se equivocan al pensar que la procreaciòn es un hecho debido. No hay concepto màs erroneo: tan solo los perros que tienen ciertas condiciones bien determinadas deberìan procrear. Los demàs, simplemente, han de ser considerados como perros de compañia. Y ya con eso, créanme, alcanza y sobra. Otra cosa: en Italia, y dirìa en todo el mundo, para ejercer cualquier tipo de actividad comercial hacen falta un sin fin de permisos y de autorizaciones. Para criar perros, en cambio, no hace falta nada. Basta con tener un macho y una hembra y la cosa està hecha. Me pregunto: ¿Porque  yo, que pago los impuestos sobre cada cachorro vendido, que mantengo cincuenta perros cuando utilizo para la reproducciòn tan solo una dozena entre ellos (ésto porque no practico eutanasia en los animales que ya no me sirven), que desde hace cuarenta años vengo seleccionando a mis perros con criterios deportivos, que dedico mi vida a la profesiòn de seleccionador; porque yo, me pregunto, tengo que estar puesto en el mismo nivel que un inexperto  y soberbio evasor total, que se autodefine “criador”?

 

 

 

Esta es una incongruencia y gracias a esta incongruencia y a la escasa calidad humana de gran parte de la gente que gravita alrededor de los perros (y no me refiero tanto a los criadores, cuanto a los numerosos cretinos que se creen “apasionados” de la raza, mientras que de la raza son tan solo los “destructores”) yo estoy trasferiendo mi criadero , para ir en un lugar adonde daré los perros unicamente a cazadores. Y no a todos los cazadores, sino que solo aquellos que tienen una verdadera cultura de la caza, que significa pasiòn, alma de deportista, placer de compartir emociones entre amigos y de vivr sanamente la naturaleza, tan solo este tipo de cazadores podrà tener ùno de mis perros. No se los daré, mis perros, a los tercos que los hacen vivir en un cerco de un metro cuadrado y que les pegan un tiro si no son exactamente como esperaban que fuesen. Aquellos que practican la caza para asesinar quintaladas de jabalì y que les importa un bledo de la busqueda, de la observaciòn del trabajo de sus perros y de la naturaleza que està alrededor. Este tipo de cazadores desconocen que en nuestros dìas, cuando ya la caza no es una actividad necesaria para sobrevivir, hay que buscar nuevos estìmulos, como ser la integraciòn con el ecosistema, para  mantener el equilibrio biològico que hoy en dìas, màs que nunca, es indispensable si queremos conservar el habitat original en nuestros bosques.

REFLECTIONS, IN A AUGUST EVENING 

 

 

Under the sun, here, it’s really hot. And then we have so many flies, mosquitos, wasps and ticks….. It’s hard, in August, to live the yard. Hard for people living here; harder for the dogs. The youngest and strongest dogs seem not to suffer too much, but the oldest ones have to make a big effort to survive. The ones with most troubles are moved in the basement, downstairs, where it’s cooler but, in spite of it, somebody will not pass this summer. I know it and I try to make sweeter their end days. An old bitch, operated by udder cancer few months ago, is passing through the last canyon. The sickness is up again, consuming her day by day a bit more. I give her a bit of cortisone, and she’s earning the will of eating and living again. We take a short walk together, in order to maintain the functionality of legs. I ask myself if it wouldn’t be better to help her to go away, but I look at her eyes then and I observe her to move the tail, and to ask for a caress; so I understand that her moment is not arrived yet. In this way, a day after another day, several weeks are passed through and she’s still here, apparently without suffering and completely clear in her mind. I’m happy about it. She still wants to receive our supporting words, when she comes from the basement and, with an extreme effort, has to climb the few stairs from basement to the yard. I observe her and I try to make her to feel that I’m close by. She’s happy about it. I need to keep the situation under control, because I don’t want her to suffer one single day.

 

Some other old guy, on the other hand, has still a bit of road to walk down. It’s unbelievable like dogs, as older they become, so more intelligent and sensitive they seem to be….The moment arrives in which it’s not even use to speak. Just a sight, or a gesture, and they understood everything already. Maybe it’s just because I’m speaking about  simple gestures, that we repeat every day and our dogs have memorized those gestures. But, anyway, our dogs are capable to astonish us every day with something different and, because of that, they become more fascinating day by day, in spite of the years working underground and destroying their outdoors beauty. Ugly thing to become old, but is right when the power and the senses slow down that the most important qualities come up, those qualities that mark the difference between one as many others and the true purebred. I have many purebred here, true purebred, and like I can imagine those features in a puppy that is facing the life, so I can appreciate the quality of the old dog that is ready to pass over. I have a band of heroes here, heroes that every year are ready for a Russia and an  Africa campaign and they always answer  “I’m here”,  if you call them….like the Alpines of the Vestone Battalion, or the soldiers of the Folgore Division, that always went ahead, till the end, and never gave up. The above is because they are selected dogos, having in their blood lines working dogs, and not dollies for shows. Most than everything they have in their ancestral lines only dogs that have been appreciated for what they were capable to do in sporting matters, and not because of their appearance. To  be, and not to appear….

 

Today, on the other hand, it seems that to appear is more important than to be. For this reason we can see, in every pedigree, stallions that had a moment of glory in beauty shows, but never demonstrated anything in working sports. These dogs, inbreeded so many times, brought to the race many problems, like deafness, heart diseases, hip dysplasia, epilepsy, dermatitis, etc., just to name the most usual illness. The above problem is a gift of the merchants of dogs, or people that believe, just  because they have a male and a female , that is necessary to procreate indiscriminately. To many venal people are going around and only a few ones are ready to lose money in order to feed a passion.    The most just want to speculate on their dogs, or they have the wrong idea that procreating is a due act. Nothing more inexact, my friends! Only few dogs, well selected and proved in working sports should be used for reproduction, while the other should be considered like pets, also if they have won some exhibition. A company dog, believe me, is more than enough for everybody….

 

Another thing: here in Italy, and I would say worldwide,  you need so many permissions and you have to fill out so many documents to carry on any kind of commercial activity. If you want to be a breeder to, instead, you don’t need anything. Just having a female and a male, both with their pedigrees, and it’s enough. At this very point, I ask myself a question: why me, paying taxes on every puppy sold, feeding over fifty dogs while using for reproduction no more than ten of them (just because I don’t make euthanasia on the animals that are not use to me anymore), selecting dogs under a sporting point of view since forty years ago, dedicating my life to the activity of breeding; why me, I repeat, have to be considered at the same level like the first tax evader  that names himself like a breeder?

 

This is a pure incongruence and because of this incongruence, and also because of the low human quality of many people surrounding the dogs atmosphere (and I’m not speaking about breeders, but I mean all the  people without any true experience that call themselves “fans”), I decided to move my kennels in a place where I only will give dogs to the hunters. And, I want to point it out, not to any hunter, maybe to the ones that keep their dogs in a square meter during all the year and then are ready to shoot them if they are not exactly like they were  expected to be. No, I don’t care about this kind of hunter and I don’t want to deal with them.  I just will give my dogs to hunters that have a sporting mind and that desire to be integrated to the ecosystem, in order to protect the balance we need to maintain our woods like they were, exactly like in the beginning of the time.

 

Paolo Vianini