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(dalla rivista Cani da Presa)
Expo ACCP a Voghera, il 15 di Giugno 2008

Cari amici dogueros,

avevo promesso a me stesso che non avrei mai più giudicato. Questo non perché siano cambiati i miei sentimenti per il dogo argentino, ma soltanto per motivi personali, motivi che niente hanno a che vedere con il mio rapporto con la razza. Poi Roberta e l’amico Franco Cagnin mi hanno convinto a tornare sulle mie decisioni, almeno per questa

Ho però chiesto a Roberta di giudicare a modo mio, come fanno del resto molti giudici americani. Ovvero senza rilasciare un giudizio scritto, ma solo proclamando un vincitore e due piazzati, per ogni classe. Alla fine ci saranno un BOS e un BOB (Best Opposite Sex e Best Of Breed). Ho chiesto di poter giudicare in questo modo per rendere gli eventi più sbrigativi, più incalzanti e, soprattutto, per non dilungarmi in inutili convenevoli quando, in realtà, un giudice vede subito quali sono i migliori soggetti, al primo colpo d’occhio. Colpo d’occhio, naturalmente, che deve avere l’avvallo di un’analisi più specifica come, ad esempio, una visione dei denti e delle mascelle (bocca). Capita infatti che un esemplare straordinario abbia un difetto grave nella “chiusura”, per cui non potrà vincere anche se, di primo acchito, pareva essere il migliore.

Ciò detto, tengo pure a precisare che mi guiderò d’accordo allo standard dettato da Antonio Nores Martìnez, standard che non è mai stato ufficializzato ma che è, a mio parere, l’unico che davvero valga la pena di prendere in considerazione. In questo standard non si parla né di peso né di altezza, ma sono invece messe in risalto le proporzioni, le quali servono per dare al dogo la massima funzionalità. Tipicità e funzionalità saranno per me i valori distintivi e quindi saranno meglio considerati gli esemplari in forma, ovvero tirati al punto giusto (senza esagerare) e atletici, con una muscolatura reattiva e non ipertrofica (grave difetto). Parlando di muscolatura, è evidente che i brevilinei avranno masse apparentemente più sviluppate, ma sarà solo una impressione ottica, in quanto il muscolo lungo è spesso più performante rispetto a quello corto e scolpito.

Anche le teste eccessivamente pesanti saranno penalizzate, come i labbri penduli e la mancanza di reattività.

Invito quindi tutti coloro che ritengono di avere dei dogos atletici a sottoporli ad un giudizio che sarà, ve lo assicuro, appassionato e imparziale. Finita l’esposizione, sarò disponibile per fornire agli interessati un parere privato sui loro cani, spiegando perché siano stati preferiti agli altri o perché, invece, non siano stati premiati.

Non dimenticate, però, la cosa più importante: un’esposizione è solo un’occasione per confrontarsi, per conoscere lo status quo di una razza. Vincere non ha importanza, perché la vittoria dipende dal parere di un giudice che può essere sì preparato, ma non conosce il vostro cane sotto quegli aspetti psicologici che fanno la differenza e rendono ogni soggetto il migliore del mondo agli occhi del suo amico/padrone. Un giudice, inoltre, può sempre sbagliare, ma questo non deve offendere nessuno, quando si sbaglia in buona fede e seguendo una coerenza di giudizio. Per cui vi chiedo di partecipare con animo allegro, disteso, come quando si va ad una festa tra amici. Per incontrarsi, per vedersi, considerando il risultato come un accessorio e non come una rivincita o un punto di arrivo. Vi aspetto, uniti dalla stessa passione per il dogo argentino.

Paolo Vianini